News C&C

la Repubblica parla di noi: Apple, a Bari il caso C&C

Così un rivenditore di iPhone ha aperto 29 negozi in Italia e fattura più di 100 milioni l'anno

(fonte: bari.repubblica.it | di Gianvito Rutigliano)

Tecnicamente è un Apr: un Apple Premium Reseller, venditore autorizzato della galassia dei prodotti Apple. Ma C&C Consulting SpA oggi ha un ruolo più profondo nel settore, con una storia che parte dal capoluogo per estendersi in tutta Italia. Ne è passato di tempo da quel 2006 in cui l'amministratore delegato Michele Gigli aprì il suo primo punto vendita nel centro di Bari. Oggi i negozi fisici C&C sono 29 in Italia, tutti guidati dal quartiere generale barese.

Una costellazione di store che si articola lungo una linea ideale lunga 1.200 chilometri da Brunico in Trentino-Alto Adige a Lecce, per dieci regioni. Ma a Bari resta il cuore pulsante, oltre alla sede legale e operativa. "Non sono nato imprenditore - racconta Gigli - A 6 anni ho cominciato a giocare con i computer e a sviluppare la passione per informatica, programmazione e caratteristiche di tutta la strumentazione Apple.

Da tecnico a "simil-venditore" è stato un salto difficile. Ma quando il mio datore a fine anni '90, quando l'azienda veniva descritta come al collasso nonostante il ritorno di Steve Jobs, mi spiegò che il futuro di Apple sarebbe presto finito ho deciso invece di raccogliere il testimone. Nel 2001 ho aperto con mio fratello C&C e ho cominciato come consulente per l'installato Apple; nel 2005 diventiamo il secondo Apple center in Italia e nel 2006, tra i debiti, parte il negozio barese. Oggi, a due mesi dai 49 anni, rappresento il più importante dei quattro principali Apr in Italia".

Nella graduatoria Top 200 delle imprese pugliesi, realizzata da PwC e dal dipartimento di Economia, management e diritto dell'impresa dell'UniBa insieme a Repubblica, con i dati del 2018 C&C compare al 32esimo posto (con un salto di 33 posizioni rispetto al 2017), forte di un fatturato di oltre 109 milioni di euro e utili di quasi un milione e mezzo. Ma i dati del 2019 permetteranno un ulteriore balzo, grazie a una chiusura dell'anno fiscale a 160 milioni e una crescita del 45% di fatturato.

"Un risultato che senz'altro risente delle nostre acquisizioni sul territorio nazionale, soprattutto al Settentrione negli ultimi tre anni - spiega Michele Gigli - ma che è anche segno di una crescita in tutti i negozi grazie a servizi ottimizzati e la centralizzazione digestione qui al Sud". Nell'head quarter multipiano nel quartiere San Pasquale di Bari si tengono sotto controllo tutti i punti vendita.

In una struttura green e sostenibile, alimentata da un impianto fotovoltaico che produce anzi maggiore energia rispetto al fabbisogno (il resto va negli accumulatori) che gode di un impianto di geotermia. E che dal 2017 sostituisce il primo appartamento di 80 metri quadri da cui partivano gli ordini. Oggi, sede di logistica, assistenza, ufficio acquisti e comunicazione e marketing, impiega 30 persone con un'età media di 35 anni: una parte delle oltre 200 unità operative al lavoro nelle 29 sedi.

E una fetta importante del business di C&C è rappresentato dal settore education. "Con Edu cerchiamo di diffondere tecnologia nelle scuole italiane - racconta il ceo - Non vogliamo vendere ferro, ma cambiare la didattica con gli strumenti Apple, resi ancora più sicuri dalle possibilità per i docenti di inibire determinate funzioni dei dispositivi. Il nostro team conta su una parte commerciale, ma soprattutto su docenti che sperimentano quotidianamente i dispositivi secondo uno spirito innato nella casa madre di Cupertino. Si condividono le esperienze fatte in aula, le opportunità e le capacità attrattive della tecnologia a favore della scuola, soprattutto negli eventi che organizziamo. E siamo i primi in Italia per penetrazione dei prodotti Apple nella scuola e i decimi in Europa".

Da qui è nata la collaborazione con la casa editrice Pearson, la partecipazione delle scuole in eventi europei, la formazione dei docenti, le patenti di robotica per i più giovani e il coinvolgimento di modelli vincenti, come le scuole certificate da Apple come esempi di eccellenza (il Volta di Perugia e l'Ungaretti di Melzo, in provincia di Milano) o il curioso caso di Pioltello (Mi) in cui è stato il Comune a sostenere il costo dei dispositivi con cui viene combattuta la dispersione scolastica.